11 febbraio 2017 ore 21
 

Cibo del vento

Spettacolo teatrale

 
Liberamente adattato alla «Lettera ai contadini sulla povertà e la pace» di Jean Giono a cura del Teatro Contadino Libertario (Italia) e del Collectif Libertalia (Belgio).
Una fiaba contadina contemporanea, come un inno alla vita, dove l’onirico e il reale si confrontano per scuotere le coscienze addormentate di fronte agli ingranaggi di un sistema sempre più disumanizzante
 
“Lo spettacolo «Cibo del vento» è nato dall’incontro fra il Teatro Contadino Libertario e il Collectif Libertalia intorno al testo di Jean Giono: «Lettera ai contadini sulla povertà e la pace». Il miscuglio tra Italia e Belgio, l’incontro fra campagna e città ha generato un terriccio comune, umano e fertile. Nonostante la distanza e le realtà di vita diverse, dei legami si sono tessuti e una tela di fondo si è creata. Ogni uno di noi si è commosso nella propria singolarità dalla profondità del testo di Giono e la voglia di condividerne il contenuto, l’essenza, è diventata evidente”.
 
Messa in scena:
Patrick Duquesne
Interpreti:
Corinne Aron, Pauline Brouyaux, Robin Carton, Davide Cecconi, Julie De Cocq, Carine Dubois, Marine Haelterman, Giovanni Pandolfini, Céline Spicy, Emiliano Terreni, Fernando Zamora.
Durata:
55 minutes
 
Domenica 12 febbraio 2017 ore 12
Recinzioni. In principio era l’uomo e la terra, poi venne il confine.
 
Dopo la presentazione della campagna di prefinanziamento promossa dell’ass. tatawelo per i produttori di caffè del Chiapas, il Teatro Contadino Libertario sarà a Marigliano, presso staZIONe UtOpiA area autogestita, con una piece teatrale sulla genesi della guerra.
per maggiori info: collettivoutopia.noblogs.org
 
 
Il Teatro Contadino Libertario nasce nel 2010 dall’esigenza di alcuni agricoltori, attivi nei movimenti di resistenza contadina, di esprimere e condividere attraverso lo strumento teatrale le idee, le suggestioni e le lotte legate a tematiche come:
– il diritto di tutti gli individui e le comunità di avere accesso
alla terra come mezzo di autodeterminazione economica e culturale;
– la trasmissione e la conservazione dei saperi e delle buone pratiche
contadine;
– la difesa di un’agricoltura sobria, naturale, rispettosa
dell’ambiente e della dignità umana;
– la convinzione che la terra non possa essere proprietà privata di
uno o più uomini, ma che sono gli uomini ad appartenere alla terra;
 
 
CortoCircuito Flegreo associazione di p.s. Laboratorio di sostenibilità ambientale e sociale, operante sul territorio flegreo dal 2010, sostiene da anni il progetto TATAWELO, prefinanziamento del caffè di comunità indigene del Chapas zapatista. In sintesi quando parta la campagna di raccolta fondi i prefinanziatori inviano le proprie quote per consentire ai contadini di affrontare la fase di raccolta, setacciamento, packaging e spedizione, ed impedire così di rivolgersi ai coyotes (usurai prestatori di denaro legati alle multinazionali del caffè). Il caffè verde viene inviato in Italia dove attraverso Libero Mondo avviene la tostatura e l’impacchettamento e poi parte per le destinazioni dove risiedono i prefinanzianti.
Tutto ciò è organizzato e coordinato dall’associazione Tatawelo, con sede in Torino, la quale mantiene contatti costanti con i produttori, fa le verifiche dell’autocertificazione delle coltivazioni agroecologiche, promuove progetti locali per l’autonomia della formazione delle comunità rurali, e altro ancora (sito www.tatawelo.it).
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all’Asilo i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale per produrre arte e cultura.