Dal 12 febbraio al 12 marzo 2019, il martedì alle 20:30 | l’Asilo

Maetateatria. Cibati di vita fin quando è vera

Rassegna di film (e teatro)

MAETATEATRIA è una rassegna che si propone di portare sul grande schermo (per i prossimi 5 martedì) opere che siano direttamente teatrali o trasposizioni delle medesime. L’occasione è gradita per poter offrire al pubblico la possibilità di immergersi, in comunione con altri spettatori, performance che si sono distinte per il loro valore artistico ma anche politico. E’, quindi, una rassegna anomala che ibrida fra due medium giacché, all’Asilo, non si fanno distinzioni fra cultura (alta o bassa, di genere o d’autore) ma nemmeno si approva la separazione dei saperi ma, anzi, piace la contaminazione, l’incontro fra alterità culturali, considerate sempre come un plusvalore, e non si riconosce nessuna cultura come egemone. A l’Asilo* si fa così! Da ciò la natura metateatrale della rassegna, che mescola teatro puro a trasposizioni.

Data la sua vocazione alla mescidazione, ci è parso giusto cominciare da un’opera che ha saputo coniugare ricerca letteraria, sperimentazione linguistica e mimica, militanza e attivismo politico: Mistero Buffo di Dario Fo, non a caso, ultimo premio Nobel italiano. Lo spettacolo va contestualizzato in quell’epoca storica (gli anni ’70) dominata da un forte attivismo e una forte partecipazione alla vita politica. Prima della desistenza culturale, infatti, sopravvivevano ancora intellettuali animati da una manifesta vocazione pedagoga, impegnati nel tenere sveglie le coscienze. In rispondenza di quest’ottica, Franca Rame e Dario Fo portavano i loro spettacoli itineranti nelle fabbriche occupate come nei grandi teatri di mezzo mondo. Il prezzo esatto dal loro impegno politico contro il sistema della classe dominante è stato particolarmente alto (come ben sa Franca Rame), a dimostrazione di quanto scomoda sappia essere l’arte quando si declina in senso civile, quando crea inciampi mentali nel pubblico e mette sassi nelle scarpe del potere costituito (Chiesa, Stato, Polizia). Ma la ricerca condotta da Fo e dalla Rama passava per il recupero di antiche forme di cultura (le giullarate, i vangeli gnostici), innaffiate da una mimica creativa (e dal grammelot) che le ha consegnate al patrimonio culturale dell’immaginario universale, in grado di coniugare riso (la gargantuesca mimica di Fo che ne fa un guitto, un versipelle dal garrulo gorgheggio affastellante) con l’impegno (attraverso le cronache del tempo, infatti, affabula sull’interdipendenza dell’umano sentire, la necessità di innescare minoranze etiche e comunità solidali, l’afflato spirituale in una realtà desertificata dallo spirito della scienza applicata). Un classico che trascende l’Italietta e il teatro, oggi necessario più che mai. La cultura d’un popolo passa per le testimonianze dei grandi del suo passato (anche recente), di cui l’Italia ha sempre avuto il vizio dell’oblio (o dell’irriconoscenza).

Cibati di vita fin quando è vera anche se non vuol dire che sia reale.
(Vladimir Holan)

Con la presente rassegna s’inaugura un ciclo di proiezioni accomunate dal fil rouge della riflessione non tanto (o meglio non solo) su cosa sia la verità e quali sentieri intricati essa trovi per intercettarci (ivi comprese le opere di finzione), ma su quando un’opera (ma non solo: l’arte è sempre politica e la politica è sempre vita: a l’Asilo* la si pensa così!) possa considerarsi arte. Cos’è l’arte? Dove si annida? Ovunque e da nessuna parte (non avere direzione artistica non significa non interrogarsi su questi temi, anzi). O meglio, può provenire da qualsiasi fonte. L’importante è ciò che vi si infonde sia vero e nasca dall’insopprimibile desiderio di dare espressione a una storia o un progetto (tutti ne abbiamo almeno uno, proprio o no che sia, che merita d’essere condiviso), a nulla rileva se reale oppure no. Le opere che proponiamo forse non saranno sempre autorevoli ma crediamo siano sempre vere… anche quando finte!

Il programma

Martedì 12 febbraio | 20:30
MISTERO BUFFO
di Dario Fo
Italia, 1969, 137′, grammelot

Martedì 19 febbraio | 20:30
TITUS
di Julie Taymor
USA, 1999, 155′, vers. it.

Martedì 26 febbraio | 20:30
SANE MAN
di Bill Hicks
USA, 1989, 80′, v.o. sott. it.

Martedì 5 marzo | 20:30
ROSENCRANTZ E GUILDERSTERN SONO MORTI
di Tom Stoppard
UK, 1990, 117′, vers. it.

Martedì 12 marzo | 20:30
WITHNAIL AND I
di Bruce Robinson
UK, 1987, 105′, v.o. sott. it.

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All’Asilo i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura per portare avanti la sperimentazione politica, giuridica e culturale avviata all’Asilo.