Mutiazioni – rassegna di film muti sonorizzati dal vivo – seconda edizione

Mutiiazioni Sito

dal 3 febbraio al 5 maggio 2017 – l’Asilo

mut(II)azioni

rassegna di film muti sonorizzati dal vivo

Nato da alcune esperienze fatte all’Asilo nel corso del 2015 – Das Cabinett des Dr. Caligari sonorizzato da Ensemble Dissonanzen, Nosferatu e Le voyage dans la Lune sonorizzati da NISE, la Silent Session del Kino Cabaret – il progetto mutiazioni ha inteso creare intorno all’idea di sonorizzazione di film muti un articolato intreccio di contributi.

Indivisibile dal progetto è infatti il coinvolgimento di cineasti e videomaker nella creazione di un cortometraggio ispirato al tema della pellicola in programma, da proiettare in apertura, completamente inedito e rigorosamente sonorizzato dal vivo.

Quest’anno, inoltre, verrà proiettato anche il cortometraggio di recente scoperta View Avellino della salernitana Elvira Notari – la prima regista donna italiana – che andrà ad arricchire ulteriormente la programmazione della rassegna con una serata a lei interamente dedicata.

PROGRAMMA

venerdì 3 febbraio ore 22:00
LE AVVENTURE DEL PRINCIPE ACHMED di Lotte Reiniger (1926)
sonorizzato da ENSEMBLE DISSONANZEN
Der Golem, ovvero di come plasmai un colosso d’argilla per difendere il ghetto, corto di apertura di Marco Prato, sonorizzato da Mark P Smolarek

venerdì 10 marzo ore 21:30
RAPSODIA SATANICA di Nino Oxilia (1917)
sonorizzato da MATZ!
A PROPOSITO DI NIZZA di Jean Vigo (1930)
sonorizzato da Matz! e Antonio Raia
Rapsodia amorfa, corto di apertura di Loredana Antonelli, sonorizzato da Antonio Raia
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venerdì 7 aprile ore 21:30
HAZE – IL MURO di Shinya Tsukamoto (2005)
sonorizzato da FANALI
Brana, corto di apertura di Lola Posani, sonorizzato da Duilio Meucci
[dopo che in questa rassegna era stata inclusa una reinterpretazione di Film di Samuel Beckett attraverso la sonorizzazione dal vivo, è stato deciso di programmarne la proiezione altrove, il giorno prima. Altri si sarebbero inalberati; ma noi, che siamo estranei a qualunque logica di competizione e intendiamo decostruirla ogni volta che rischia di affacciarsi, facciamo volentieri un passo indietro dandogli tutto lo spazio, e approfittandone invece per inventarci una sorpresa]
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venerdì 5 maggio ore 21:30
È PICCERELLA di Elvira Notari (1921)
sonorizzato da ILLACHIME QUARTET
VIEW AVELLINO di Elvira Notari (1923)
sonorizzato da Mimmo Morello
interviene Paolo Speranza (CinemaSud)
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I FILM

Le avventure del principe Achmed
Germania, 1926
lungometraggio d’animazione di Lotte Reiniger
titolo originale Die Abenteuer des Prinzen Achmed
fiabesco, durata 60′
Regia: Lotte Reiniger e Carl Koch
Sceneggiatura: Lotte Reiniger
adattato da: Storia delle tre mele

Pur rientrando nel clima di ricerca e sperimentazione che contraddistinse l’avanguardia degli anni Venti, Lotte Reiniger si richiama da un lato, nei contenuti e nelle forme, all’espressionismo letterario e cinematografico, dall’altro alla spettacolarità propria dei film fantastici e avventurosi. L’uso nel cinema di animazione delle “silhouettes animate” o delle “ombre cinesi”, di cui fu la massima specialista, diede alla Reiniger la fama di artista delicata e sensibile conquistando il pubblico adulto e la critica del tempo, affascinati entrambi dalla sua abilità, dalla sua poetica e fine ironia. Attenta all’eleganza formale e ai risvolti culturali dei prodotti di consumo, il suo non fu soltanto un geniale espediente tecnico-formale per riproporre in termini più “colti” e raffinati temi e soggetti propri della favolistica classica, ma fu soprattutto un modo nuovo di utilizzare il cinema di animazione al di fuori dello sperimentalismo astratto dei film di pittori e della commercializzazione dei disegni animati di serie americani.

Der golem: ovvero di come plasmai un colosso d’argilla per difendere il ghetto
diretto da Marco Prato

2ª guerra mondiale, Hitler prepara l’invasione dell’est Europa. Un rabbino, custode dei segreti della tradizione ebraica, plasma un golem per difendere il ghetto dalla minaccia nazista. Terminato il suo compito, il popolo impaurito dal colosso, vuole che questi sia allontanato dalla comunità…
Der golem, ovvero di come plasmai un colosso d’argilla per difendere il ghetto è sonorizzato da Mark P. Smolarek


Rapsodia Satanica
Italia, 1917
Muto, B/N – Hand Colored, 45 min
Regia: Nino Oxilia
Casa di Produzione: Cinés
Fotografia: Giorgio Ricci
Personaggi e Interpreti:
Alba d’Oltrevita: Lyda Borelli
Tristano: Andrea Habay
Mefisto: Ugo Bazzini
Sergio: Giovanni Cini

Ultimo film diretto da Nino Oxilia, Rapsodia Satanica è indubbiamente uno dei più importanti film della storia primordiale del cinema italiano. Fortemente impregnato di un’estetica decadente di radice D’Annunziana, il film narra la storia di Alba d’Oltrevita (Lyda Borelli), che stipula un patto con Mefisto (Ugo Bazzini) per riacquistare la giovinezza.
Grazie alla sensibilità poetica di Nino Oxilia, e alla straordinaria recitazione di Lyda Borelli, in grado di materializzare con il corpo e con lo sguardo ogni controverso aspetto dell’anima del suo personaggio, il film contribuì alla creazione del fenomeno del divismo, rendendo di fatto la protagonista una delle grandi star dell’epoca del muto.

A proposito di Nizza (1930)
Francia, 1930
Muto, B/N, 25 min
Regia: Jean Vigo
Fotografia: Boris Kaufman
Con Jean Vigo siamo nel campo dell’avanguardia cinematografica di stampo realista. Morto a 29 anni di tisi nel 1934 (era nato nel 1904), è uno dei nomi mitici della storia del cinema nonostante l’esiguo numero di opere e l’accanimento censorio di politici e produttori contro i suoi film. Importantissimo il suo ruolo nella nascita di un cinema sociale.
À Propos De Nice è un film chiave nell’evoluzione del cinema documentario.
Offre un ritratto non convenzionale di Nizza: a un’apertura incentrata su elementi naturali segue la descrizione della vita della località turistica, con i suoi casinò, carnevali, spiagge. La Nizza alto-borghese viene confrontata, in rapidi ma incisivi scorci, con immagini prese dalle zone più degradate della città. Vigo riesce a scavare dentro le fortissime contraddizioni di una società in cui “tutto è votato alla morte”.

Rapsodia amorfa
diretto da Loredana Antonelli

Il contemporaneo fatica a rientrare nell’armonia della sezione aurea; il corpo umano porta escrescenze ignote a Da Vinci, ma anche a d’Annunzio. Accanto al cipresso ora sorge un cactus. E’ l’irruzione della realtà nella composizione stilistica classica.
Il bozzolo amorfo che è la questione dell’arte e dell’uomo oggi crea senso? Se sì cosa racconta?
L’amorfo del contemporaneo è generatore di forme in continua evoluzione come la danza degli stormi. Ma gli uomini a differenza degli stormi collidono, si fanno male, gli uccelli no…
Un amorfo che non è forma, ma che aspira alla forma, identifica il proprio valore e senso nella forma.
Senza morfo non esiste a-morfo.
Senza realtà non esiste iper-realtà nè sur-realtà.
Questo è il punto di partenza da cui scelgo d’iniziare per il filmato che verrà presentato in anteprima all’Asilo.
Rapsodia Amorfa è sonorizzato dal vivo da Antonio Raia


Haze – Il muro
Corea del Sud, 2005
Sonoro, Colore, 49 min
Regia: Shinya Tsukamoto
Fotografia: Shinya Tsukamoto

Un uomo (Shinya Tsukamoto) si risveglia, ferito, in un gigantesco condotto per l’aria, che si rivela un vero e proprio labirinto. Senza alcun ricordo di come sia giunto lì, si ritrova a vagare in un ambiente buio e claustrofobico, trovando sulla sua strada decine di corpi orribilmente mutilati. Mentre sta per cedere alla pazzia, incontra una misteriosa donna, sanguinante, che potrebbe rivelarsi la sua ultima speranza per fuggire…
E’ il 2005 quando Shinya Tsukamoto dirige Haze, mediometraggio di circa 50 minuti che mette a nudo le perversioni e le inquietudini più disturbanti del maestro nipponico. Un’opera breve, ma folgorante nella sua brutalità, che nonostante l’incipit riesce a districarsi su diversi fronti, arrivando a parlare di amore, dolore e morte in maniera lucida e precisa.

 

Brana
diretto da Lola Posani

Ispirato liberamente a FILM di Samuel Beckett, BRANA si pone l’obbiettivo di riflettere sull’azione del celare, nascondere agli occhi e quindi alla consapevolezza. Alla verità si contrappone nelle sue molteplici forme il velo, che non permette di guardare verso l’oltre ma ne porta riflessa solo una sindone.
Il titolo BRANA nasce da un parallelo con le membrane ipotizzate dalla fisica moderna, le quali, come un velo di Maya, ci impediscono il collegamento con altri universi.
BRANA è sonorizzato dal vivo da Duilio Meucci


È piccerella
Italia, 1921
Muto, B/N, 57 min
Regia e Sceneggiatura: Elvira Notari
Casa di produzione: Dora films
Fotografia: Nicola Notari
Interpreti:
Rosè Angione
Alberto Danza
Eduardo Notari
Elisa Cava

Margaretella è una bella ragazza piena di ambizioni, attratta dal lusso e dalla ricchezza. Di lei si innamora Tore, un giovane di pochi mezzi che per conquistarla la copre di costosi regali. Le richieste sempre più esose di Margaretella, lo spingono a rubare i risparmi di famiglia, tra l’altro anche i soldi che servono a pagare l’affitto dei macchinari con cui lavora il fratello, Gennariello. Ma nonostante tutte le sue attenzioni, Margaretella preferisce andare alla festa del Carmine in compagnia di Carluccio, un altro corteggiatore
La piccerella è una variante della femme fatale: il dramma di Margaretella ha per oggetto il superamento dell’orizzonte domestico. Desiderosa di sfuggire alla domesticità, neutralizza le pastoie monogamiche tenendosi due amanti ed esibendo una sessualità esplosiva.

View Avellino
Italia, 1923
Muto, B/N, 11 min
Regia: Elvira Notari

In tutti i primi anni del ‘900, Elvira Notari fu autrice di un’ampia attività documentaristica, finora detta totalmente dispersa. Il breve documentario che Mutiazioni presenta proviene da una fortunata circostanza: è stato recentemente acquistato in una vendita amatoriale online dagli Stati Uniti come filmato d’epoca su Avellino, e solo successivamente se ne è compresa l’autrice. Vi si mostrano scene di feste popolari irpine di intorno al 1920: la festa dell’Assunta di Avellino e la Festa della Madonna della Libera di Trevico.


I REGISTI COINVOLTI

Marco Prato
Napoletano classe 1979, filmmaker indipendente e, all’occorrenza, giornalista, insegnante e modello. Tra i suoi corti, ‘Sex & Spell’, ‘Re per un giorno’ con Ugo Gregoretti e Gabriele Russo; ‘Sanità’ (vincitore del premio Iguana 2015) con Cinzia Mirabella e Carlo Caracciolo. Al momento è impegnato con la post produzione del corto ‘Off’ con Patrizio Rispo e Dolores Gianoli e con la preproduzione di ‘bambAla’ con Ivan Improta, Max Oliva e Noemi Belfiore.
http://www.cinemaitaliano.info/pers/057076/marco-prato.htm

Loredana Antonelli
Artista visiva dal percorso spurio e articolato. Nel suo approccio confluiscono esperienze maturate nei diversi ambiti come ricercatrice freelance (laurea in filologia cinese, master BLCU) e performer (Teatro delle Albe, NTFI, diploma mimo corporeo – ICRA project). Il suo lavoro è incentrato sulla produzione d’installazioni, live visual e video arte, che oscillano tra l’astratto e il reale. Come performer ha realizzato una serie d’indagini sul rapporto tra realtà\presente e sogno\imperfetto. Affermata regista di video musicali, ha collaborato con musicisti nazionali e internazionali. Dal 2012 fa parte di ELEM progetto multimediale d’improvvisazione elettronica. Sue opere sono state presentate alla Biennale di Venezia 56 – sezione Musica, Expò di Shanghai, CAM museo d’arte contemporanea di Casoria, Palazzo Reale di Napoli e il Museo di Tianjin – Cina.
www.loredana-antonelli.com

Lola Posani
Regista teatrale e filmmaker, nasce a Milano nel 1994. Nel 2013 inizia gli studi presso Milano Scuola Civica di Cinema e Televisione Luchino Visconti, dove si diplomerà con specializzazione in Multimedia nel 2016 con la tesi “In search of the miracolous – l’arte performativa e la documentazione”.
Ad Ottobre il suo progetto finale di tesi “VIRIDITAS” viene proiettato presso il Milano Film Festival.
Contemporaneamente inizia nel 2015 il corso di studi presso la scuola Cònia di tecniche della rappresentazione diretta da Claudia castellucci e la scuola serale di scrittura creativa presso la Scuola Civica di Teatro Paolo Grassi.
Dopo il diploma continuerà i suoi studi seguendo professionisti quali Monika Bulaj, Marzia Gambardella, Chiara Guidi, Abbondanza e Bertoni, Masaki Iwana, Lucia Palladino, Micaela Sapienza.
Nel 2016 partecipa alla piattaforma di condivisione di arti performative -NOBODY’S INDISCIPLINE/DANCE, ideato da Eleanor Bauer e Sara Leghissa per Macao, O’, Did Studio/Ariella Vidach.
Fonda in collaborazione con Ginevra Ghiaroni la compagnia Dolcemared’oltrevita.
Debuttano con SORDO, prima parte del trittico performativo Atomo Pesante, presso lo studio dell’artista urbano BROS in occasione di Studi Festival.
A seguire mettono in scena LATTE NERO presso Sandra Rojas Space.
In Aprile è previsto l’atto conclusivo, ULISSE.


I MUSICISTI COINVOLTI

Dissonanzen (sonorizzazione di Le avventure del principe Achmed il 3 Febbraio) nasce a Napoli nel 1993, presentando, con continuità, capolavori musicali del Novecento storico, sperimentazioni degli anni ’60 e ’70, novità assolute di musica, danza e teatro musicale. Dissonanzen cerca di guidare il suo pubblico attraverso un percorso accidentato e stimolante, intrecciando le sue sorti a quelle degli ambienti più vivaci dell’arte e del teatro napoletano, delle Università partenopee, degli Istituti di Cultura esteri, delle principali istituzioni musicali. Dal 1993 Dissonanzen ha realizzato a Napoli quattordici rassegne concertistiche. Nel corso degli anni, all’interno dell’attività dell’Associazione, si è sviluppato sempre di più il lavoro dell’ENSEMBLE DISSONANZEN, un organico cameristico nato all’interno dell’attività di produzione musicale dell’Associazione. Dal 2002 l’Ensemble ha suonato per Fondazione Premio Napoli (Teatro Mercadante), Centro di Musica Antica ’Pietà de’Turchini’ (Maggio dei Monumenti-­Teatrino di Corte di Palazzo Reale), Amici della Musica di Trapani e di Modena, Musica Insieme di Bologna, Natura Déi Teatri e Festival Traiettorie di Parma, Civita Festival, Festival Musica e Filosofia di Maratea, Festival Time Zones di Bari, Festival Internazionale di Ravello, Ravenna Festival, Giovine Orchestra Genovese, Signal Festival, Festival di Salisburgo, Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, Festival Est-­Ovest di Torino. Festival Urticanti) collaborando con musicisti quali Michel Godard, Cristina Zavalloni, Enrico Baiano, Markus Stockhausen, Agostino di Scipio, Jim Pugliese, Stefano Scodanibbio, Alvin Curran, Marco Angius, Giorgio Battistelli, Marc Ribot, Adam Rudolph, David Ryan, Gianni Trovalusci. Nel 2008 è uscita, sempre per la Mode Records, una monografia sulla musica da camera di Hans Werner Henze, preceduta nel 2006 da un cd su Dallapiccola e Petrassi e, nel 2005, da un cd realizzato con Markus Stockhausen e Tara Bouman. L’ultimo progetto discografico dell’Ensemble Dissonanzen è “Pietrasanta Project” realizzato in collaborazione con l’Is Jazz Ensemble e l’ISMEZ. In occasione del ventesimo anniversario di Dissonanzen nel 2013 è uscito per Die Schachtel.

Mark P. Smolarek (sonorizzazione del corto di apertura Der golem: ovvero di come plasmai un colosso d’argilla per difendere il ghetto di Marco Prato) è l’alter ego musicale di Marcello Vitale (Viti di Titanio, L’Esistenza dei Mostri, Crossroads Improring). La sua musica è il prodotto delle inquietudini del quotidiano metropolitano, dell’amore nelle sue forme più patologiche e dei dilemmi dell’agire umano vestite di sussurrati suoni acustici, fragorosi mantra loops e irriverenti spruzzate noise.
https://www.facebook.com/marksmolarek/?fref=ts

Matz! (sonorizzazione di Rapsodia Satanica e di A proposito di Nizza il 10 Marzo) è Renato Fiorito, musicista sperimentale e tecnico del suono nato a Napoli.
Fortemente influenzato dalla drone music e dalla IDM più ricercata (strizzando anche un occhio all’Italian Occult Psychedelia), crea un sottile equilibrio tra suoni roboanti e ritmiche irregolari, utilizzando quasi interamente registrazioni di ambienti sonori e focalizzando la sua ricerca sulla percezione fisica del suono.
Ha diviso il palco e collaborato con innumerevoli musicisti e performers italiani e stranieri, partecipando anche a diversi festival di ricerca musicale e sonora e misurandosi con molte realtà di improvvisazione radicale, oltre che con conductions e installazioni personali e collettive.
Dal 2013 partecipa attivamente alla vita de l’Asilo, prendendo parte al tavolo Infrasuoni ed esibendosi spesso con il NISE.
È quasi pronto il suo primo album.
https://www.facebook.com/matzfr/
https://soundcloud.com/mat_z

Antonio Raia (sonorizzazione di A proposito di Nizza e del corto di apertura Rapsodia Amorfa di Loredana Antonelli)
Nato a Napoli il 22/03/1988. A 19 anni inizia a studiare sassofono tenore e si laurea con lode in sassofono jazz presso il Conservatorio di Musica di Salerno, G. Martucci, nel 2013.
Ha studiato e frequentato corsi di perfezionamento con molti sassofonisti e compositori, come Jerry Bergonzi, Adam Rudolph, Archie Shepp, David Ryan.
Ha suonato e condiviso il palco con: Adam Rudolph, David Ryan, Decibel Ensemble, Colin Vallon, Zu, Zeni Geva, Sudoku Killer, Ossatura, Ensamble Dissonanzen, Lisa Mezzacappa, Elio Martusciello e Carl Hubsch.
Ha esperienze di conduction con Adam Rudolph, Lisa Mezzacappa e Elio Martusciello.
Nel 2014 ha pubblicato, per Auand Record , “Chaos Magnum” realizzato da una collaborazione con Forefront.
Nel gennaio 2015 ha pubblicato, per Auand Record, “infanticide” con Caterina Palazzi-Sudoku Killer.
Nell’ aprile 2015 ha pubblicato “Stories of a vain diary”, concept-opera in video e musica, progetto e cura a suo nome con una collaborazione dell’ etichetta Manyfeetunder.
A partire dal 2013 è impegnato nell’ attività jazz-core/impro and free-form con concerti e performance d’arte per oltre 100 date all’ anno esibendosi nei festival,club e musei europei in questi paesi: Italia, Svizzera, Slovenia, Germania, Norvegia, Polonia, Austria, Francia, Croazia, Romania, Ungheria, Spagna, Portogallo, Belgio, Lussenburgo.
Ha collaborato con Kanaka Project, Luisa Terminiello e Teknari (New York) per i suoi video, e con la UAB, Università di Barcellona, per la musica del film “Cabeza de Orquidea”.

Fanali (sonorizzazione di Haze – Il muro il 7 Aprile) mette in scena la pulsione che Michele De Finis (chitarre loop rumori) E Jonathan Maurano (batteria, loop, rumori) – già insieme sul palco di EPO e unòrsominòre – hanno sempre avuto per il suono degli oggetti, per il commento musicale dal vivo alle immagini, per il fragore ed il minimalismo.
L’occasione li ha messi di fronte al claustrofobico “Haze” di Shinya Tzukamoto, ma presto saranno in studio per realizzare il loro primo lavoro.

Duilio Meucci (sonorizzazione di Film – Beckett e del corto di apertura BRANA di Lola Posani)
Si diploma con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio Cimarosa di Avellino sotto la guida di Lucio Matarazzo e nel 2009 viene indicato dal concertista Aniello Desiderio come il miglior allievo della masterclass da lui tenuta presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino.
Svolge regolare attività concertistica che lo vede impegnato sia come solista che in duo, con il violista Francesco Venga e con il flautista Marco Salvio, esibendosi per enti quali Accademia della Chitarra di Brescia, MozArt Box, Teatro San Babila di Milano, Museo MADRE di Napoli, Italia Guitar Festival, Istituzione Cultura Capri, Rassegna Concertistica ISU Bocconi di Milano, Teatro Civico 14.
Nel 2012 consegue il Master of Art ad indirizzo concertistico presso la Haute Ecole de Musique di Ginevra, sotto la guida di Dusan Bogdanovic. Si è inoltre affermato in numerose competizioni nazionali e internazionali, risultando sempre tra i primi posti, e conseguendo – tra gli altri – il 1° premio al Concorso di Musica da Camera per Duo “Giulio Rospigliosi”.
Importanti compositori come Angelo Gilardino, Dusan Bogdanovic gli hanno dedicato proprie opere.
Nel 2016 l’etichetta discografica Brilliant Classics pubblica il suo secondo album, una monografia sulla musica chitarristica di Claude Bolling.
Sempre nel 2016 esordisce come compositore, nell’ambito del Festival MultiMod di Ginevra, presentando CORNETS per voce recitante e chitarra, su testi Rainer Maria Rilke.

Illàchime Quartet (sonorizzazione di È piccerella il 5 maggio) è un progetto strumentale attivo dal 2002 che unisce elettronica e strumenti acustici partendo dall’uso di suoni e rumori colti dall’ambiente circostante e di frammenti sparsi di memoria acustica, su cui intervengono i musicisti con linee grezze e scabre, spesso improvvisate. A questo si aggiunge la molteplicità degli stili e delle tecniche musicali entro cui si muove il quartetto: elettronica, post-rock, jazz, free improvisation, alea controllata e strutture generative. Obiettivo finale: coinvolgere e sedurre l’ascoltatore per mezzo di un’esperienza sonora non convenzionale e fortemente cinematica.
La band ha all’attivo un primo album eponimo distribuito in Italia da Demos Multimedia e in USA dalla Cuneiform e un secondo, I’m Normal, my Heart still Works, (Fratto9 Under the sky/Lizard Records, distr. Audioglobe – Mandai) a cui hanno partecipato numerosi musicisti, alcuni dei quali di caratura internazionale quali Mark Stewart (voce storica del Pop group e dei Maffia), Graham Lewis (basso e voce dei Wire), Rhys Chatham (esponente dell’avanguardia newyorchese più contaminata) e Salvatore Bonafede (uno dei più apprezzati jazzisti italiani). Infine nel 2012 la band ha pubblicato un terzo album, Sales (Lizard Records), che contiene un inedito e 11 remix ad opera di musicisti nazionali e internazionali, tra cui Schneider TM, Philippe Petit, Domenico Sciajno, Retina.it, e di nuovo Mark Stewart.
Contributi dell’Illàchime Quartet sono apparsi inoltre sul volume 9 della Bip_Hop Generation Series, compilation della label di Marsiglia Bip_Hop e sulla compilation Zaum vol. 1 (Psychonavigation Records, Dublino).
La band è tra i gruppi citati e intervistati nel volume di Antonello Cresti Solchi sperimentali Italia – 50 anni di italiche musiche altre (Crac Ed.).
Per il quindicesimo anno di attività è prevista la pubblicazione del quarto album.
https://soundcloud.com/illachime
https://www.youtube.com/user/illachime
http://www.illachime.net/

Mimmo Morello (sonorizzazione del corto di apertura View Avellino), zampogna a paro e moderna.
Nato a Palizzi (RC) nella Calabria grecanica, ne eredita il patrimonio sonoro declinandolo verso nuove forme e palcoscenici, da quelli più tradizionali, a quelli di riscoperta (“Paleariza” e “Sentieri Sonori”), a quelli di evoluzione e contaminazione (Grecia, Sardegna, Campania), a quelli di avanguardia.

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all’Asilo i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale per produrre arte e cultura.

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