Mercoledì 6 marzo e giovedì 16 maggio 2019 | l’Asilo

Nostoi

Rassegna di film sul tema del ritorno

In greco, «ritorno» si dice nóstos. Álgos significa «sofferenza». La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare. Per questa nozione fondamentale la maggioranza degli europei può utilizzare una parola di origine greca (nostalgia, nostalgie), poi altre parole che hanno radici nella lingua nazionale: gli spagnoli dicono añoranza, i portoghesi saudade. In ciascuna lingua queste parole hanno una diversa sfumatura semantica. Spesso indicano esclusivamente la tristezza provocata dall’impossibilità di ritornare in patria. Rimpianto della propria terra. Rimpianto del paese natio. Il che, in inglese, si dice homesickness. O, in tedesco, Heimweh. In olandese: heimwee. Ma è una riduzione spaziale di questa grande nozione. Una delle più antiche lingue europee, l’islandese, distingue i due termini: söknudur: «nostalgia» in senso lato; e heimfra: «rimpianto della propria terra». Per questa nozione i cechi, accanto alla parola «nostalgia» presa dal greco, hanno un sostantivo tutto loro: stesk, e un verbo tutto loro; la più commovente frase d’amore ceca; «ho nostalgia di te»; «non posso sopportare il dolore della tua assenza». In spagnolo, añoranza viene dal verbo añorar («provare nostalgia»), che viene dal catalano enyorar, a sua volta derivato dal latino ignorare.
(Milan Kundera)

Dalle parole di Milan Kundera ci rendiamo subito conto di quanto sia problematica la vicenda promessa alla parola ritorno. Per i greci i nostoi sono i viaggi per tornare in patria dopo un’esperienza lunga e lacerante, in particolare al termine di una guerra sofferta e dolorosa. Da una guerra – naturalmente – si torna diversi, segnati in profondità nell’io, con una percezione ormai modificata dell’esistenza e dei valori connessi, per gli orrori e le brutalità vissute.
Se guardiamo al romanzo moderno, e soprattutto al cinema contemporaneo, con il fuoco di questa lente, ovvero assumendo il tema del ritorno come chiave interpretativa, potremmo renderci facilmente conto che il nostos rappresenta un topos attivissimo e molto produttivo.
Certo, in questa chiave di lettura nostos va inteso in senso lato e assolutamente metaforico, non come mero viaggio di ritorno a casa dopo una guerra, ma come recupero delle origini, tentativo di rivisitazione o riconquista dei valori prima ripudiati (vedi Nostoi. Il ritorno a casa, di Andrea Barabino).

Nostoi è una piccola rassegna con l’ardire di indagare la dimensione della nostalgia, dell’identità, del riconoscimento, della conoscenza – legata al ritorno. Una spinta che si sintetizza nella scelta di tre film a cui affidare le nostre domande e contraddizioni, i nostri desideri.

mercoledì 6 marzo 2019 | ore 17
Ettore Massarese
autore e regista teatrale, docente di Discipline dello Spettacolo all’Università Federico II
introduce
NOSTRA SIGNORA DEI TURCHI
di Carmelo Bene
Italia, 1968, 124’

giovedì 16 maggio 2019 | ore 18
Gennaro Carillo
professore di Storia del pensiero politico e Storia della filosofia presso Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e Università Federico II
introduce
NOSTOS – IL RITORNO
di Franco Piavoli
Italia, 1989, 87′

La rassegna proseguirà (data da in via di definizione) con:
LO SGUARDO DI ULISSE
(To vlemma tou Odyssea)
di Theo Angelopoulos

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