Dopo i mesi più difficili, di chiusura e progressiva riapertura dello spazio, questo settembre ci ha dato l’occasione di ripartire riattivando riflessioni collettive, sulla depatriarcalizzazione della politica, sulla cura, sul nuovo ruolo degli spazi sociali, sull’autogestione e tanto altro. L’abbiamo fatto rimettendoci in gioco con le reti di relazioni che da tempo animano l’Asilo e le reti nazionali e internazionali dei beni comuni. 

– il 3-4 settembre Siamo stat* a Nomi e Rovereto, ospiti del progetto “Coordinate rigeneranti” nell’evento “comunità educanti e cultura del Bene Comune”, promosso dall’associazione Magari e da Brave New Alps, parte della costellazione che La Foresta – Accademia di comunità. Ci siamo scambiat* strumenti sulla depatriarcalizzazione della politica, e ci siamo confrontat* con il progetto di asilo autogestito a Nomi e con Sofia Set, maestra del bosco, che ci ha raccontato come fanno asili del bosco auto-organizzati a creare delle comunità educanti che generano delle economie solidali tra tutte le persone coinvolte. 

– dall’11 al 13 settembre, abbiamo seguito l’Università di Attac, costruendo insieme le coordinate per ragionare su “La Società della Cura”, declinandola nella necessaria trasformazione ecologica, in una nuova finanza pubblica orientata in senso sociale e nella depatriarcalizzazione della politica. Abbiamo proseguito discutendo i prossimi passi della campagna “Riprendiamoci il comune” e del percorso di Convergenza “Per una società della cura”.

– il 19 e 20 settembre siamo stat* ospiti del laboratorio di progettazione partecipata a Lucha y Siesta (Roma), sul futuro dello spazio: dopo un momento di autoformazione con esperienze nazionali e internazionali, si è ragionato su “La governance dei beni comuni”, “Verso il regolamento di autogoverno di Lucha 2.0: pratiche di una comunità femminista e transfemminista” e “La parola pubblica, chiara e trasparente”. Vedi i video sulla pagina di Lucha y Siesta e la sintesi pubblicata su Radio Sonar

– il 26 e 27 settembre abbiamo co-organizzato “Radicarsi – V Assemblea della rete nazionale dei beni comuni emergenti e a uso civico”, a Mondeggi e online. La Rete, nata nel febbraio del 2019, è una piattaforma cui nel tempo hanno contribuito oltre sessanta realtà sociali attive nella gestione collettiva e uso civico di “beni comuni”, abitanti, attivist* e studios* di tutta Italia con connessioni europee e internazionali, con l’obiettivo di condividere e mettere a sistema le proposte maturate dalle diverse esperienze grazie alla libera condivisione di pratiche, saperi e strumenti amministrativi. Un incontro ricco, per discutere di ecologia e territorio, strumenti economici, giuridici e di depatriarcalizzazione della politica. 

– dal 2 al 4 ottobre abbiamo partecipato alla giornata di autoformazione “Praticare utopie reali: come funziona l’autogestione di un bene comune?”, organizzata da RiMake. Abbiamo avuto modo di partecipare a una pratica importante di condivisione dei saperi come strumento di apertura e di orizzontalità. Ma è stato anche il modo di leggere le nostre pratiche di autogestione attraverso il confronto con altre pratiche, diverse ma vicine. 

Questo mondo “oltre l’Asilo” dà ossigeno a una sperimentazione che si nutre di relazioni e interdipendenza, condivisioni e scambi di pratiche. 

La settimana prossima saremo a Vienna al Festival Urbanize!, nella tavola rotonda del 17 sugli strumenti amministrativi per gli spazi comuni.