Dopo i mesi più difficili, di chiusura e progressiva riapertura dello spazio, questo settembre ci ha dato l’occasione di ripartire riattivando riflessioni collettive, sulla depatriarcalizzazione della politica, sulla cura, sul nuovo ruolo degli spazi sociali, sull’autogestione e tanto altro. L’abbiamo fatto rimettendoci in gioco con le reti di relazioni che da tempo animano l’Asilo e le reti nazionali e internazionali dei beni comuni. 

Questo mondo “oltre l’Asilo” dà ossigeno a una sperimentazione che si nutre di relazioni e interdipendenza, condivisioni e scambi di pratiche. 

il 3-4 settembre 2020 siamo stat* a Nomi e Rovereto, ospiti del progetto “Coordinate rigeneranti” nell’evento “comunità educanti e cultura del Bene Comune”, promosso dall’associazione Magari e da Brave New Alps, parte della costellazione de La Foresta – Accademia di comunità. Ci siamo scambiat* strumenti sulla depatriarcalizzazione della politica, e ci siamo confrontat* con il progetto di asilo autogestito a Nomi e con Sofia Set, maestra del bosco, che ci ha raccontato come fanno asili del bosco auto-organizzati per creare delle comunità educanti che generano delle economie solidali tra tutte le persone coinvolte. 

dall’11 al 13 settembre 2020, abbiamo seguito l’Università di Attac, costruendo insieme le coordinate per ragionare su “La Società della Cura”, declinandola nella necessaria trasformazione ecologica, in una nuova finanza pubblica orientata in senso sociale e nella depatriarcalizzazione della politica. Abbiamo proseguito discutendo i prossimi passi della campagna “Riprendiamoci il comune” e del percorso di Convergenza “Per una società della cura”.

il 19 e 20 settembre 2020 siamo stat* ospiti del laboratorio di progettazione partecipata a Lucha y Siesta (Roma), sul futuro dello spazio: dopo un momento di autoformazione con esperienze nazionali e internazionali, si è ragionato su “La governance dei beni comuni”, “Verso il regolamento di autogoverno di Lucha 2.0: pratiche di una comunità femminista e transfemminista” e “La parola pubblica, chiara e trasparente”. Vedi i video sulla pagina di Lucha y Siesta e la sintesi pubblicata su Radio Sonar

il 26 e 27 settembre 2020 abbiamo co-organizzato “Radicarsi – V Assemblea della rete nazionale dei beni comuni emergenti e a uso civico”, a Mondeggi e online. La Rete, nata nel febbraio del 2019, è una piattaforma cui nel tempo hanno contribuito oltre sessanta realtà sociali attive nella gestione collettiva e uso civico di “beni comuni”, abitanti, attivist* e studios* di tutta Italia con connessioni europee e internazionali, con l’obiettivo di condividere e mettere a sistema le proposte maturate dalle diverse esperienze grazie alla libera condivisione di pratiche, saperi e strumenti amministrativi. Un incontro ricco, per discutere di ecologia e territorio, strumenti economici, giuridici e di depatriarcalizzazione della politica. 

dal 2 al 4 ottobre 2020 abbiamo partecipato alla giornata di autoformazione “Praticare utopie reali: come funziona l’autogestione di un bene comune?”, organizzata da RiMake. Abbiamo avuto modo di partecipare a una pratica importante di condivisione dei saperi come strumento di apertura e di orizzontalità. Ma è stato anche il modo di leggere le nostre pratiche di autogestione attraverso il confronto con altre pratiche, diverse ma vicine. 

☞ dal 14 al 18 ottobre 2020 l’Asilo ha preso parte al festival Urbanize! 2020 “Common Spaces, Hybrid Places”, in cui ha discusso – nella tavola rotonda del 17 sugli strumenti amministrativi per gli spazi comuni – con altre esperienze europee gli strumenti giuridici per la gestione e l’uso di beni comuni urbani. Una riflessione comune su come aprire spazi autogestiti per l’arte, la cultura e la politica, messi a disposizione della città. Il tema centrale del festival era appunto una riflessione sulla necessità di spazi comuni, luoghi ibridi urbani in cui fossero possibili incontri inaspettati, esperimenti, impegno sociale e politico aldilà del lavoro salariato.
In quell’occasione abbiamo dialogato con la serie Post-Normal in un’intervista su “Urbane Gemeingüter – was sie können und warum wir sie brauchen!” (“Beni comuni urbani: cosa possono fare e perché ne abbiamo bisogno!”). Cliccando qui è possibile ascoltare la registrazione del nostro intervento, a partire da 20′ e 30″.

giovedì 5 novembre 2020, l’Asilo ha accolto l’invito dell’Università di Parma a partecipare a un seminario sui beni comuni introdotto dalla prof. Vincenza Pellegrino, nell’ambito del ciclo L’abitare sociale: convivenze, vicinati, mediazioni. Riflessioni critiche per politiche sociali partecipative, dove si è discusso, fra l’altro, di rioccupazione dello spazio pubblico, rigenerazione urbana e beni comuni e spazi destinati alla cultura. I destinatari dell’incontro sono stati gli studenti del II e III anno di servizio civile oltre a diversi tesisti coinvolti in un progetto di Urbanistica partecipata nel Quartiere Oltretorrente di Parma. Insieme a noi c’erano i compagni di Art Lab, in particolare Andrea Scannavino, e Katia Torri dello sportello della Rete Diritti Casa che ci ha parlato del problema degli alloggi e dai tanti esempi di occupazione abitativa.

mercoledì 11 novembre 2020, siamo stat* ospiti (virtualmente) di Casa Inneschi all’ex Dinamitificio Nobel di Avigliana (TO), un laboratorio sperimentale di innovazione civica, di produzione e fruizione culturale e artistica, di creazione di spazi di comunità e di attivazione collettiva di nuovi immaginari.
Un’altra opportunità per creare momenti di approfondimento sulle possibilità e le difficoltà che porta a un territorio la presenza di beni comuni intesi come spazi attraversabili, con mezzi di produzione condivisi e gestiti da comunità aperte.
Scopri di più

☞ L’Asilo è stato invitato a partecipare sabato 14 novembre 2020 a “L’immaginazione civica: regolamento dei beni comuni – non una cosa qualsiasi“, un convegno nel quale si intende discutere di alcuni modelli di Regolamenti che in Italia hanno fatto scuola come il prototipo Labsus e gli usi civici napoletani.
Un momento in cui invitare l’amministrazione comunale per aggiornarci sui passi fatti fino ad oggi, e quelli dei prossimi mesi per la discussione e l’approvazione del regolamento.
Uno spazio di confronto con le tante esperienze che in città si sono già attivate per la cura dei beni comuni urbani.
Il convegno è organizzato da Coalizione Civica per Padova-Gruppo di lavoro Beni Comuni, che in questi anni ha lavorato perché un suo fondamentale punto di programma diventasse finalmente realtà.

☞ Ana Sofia Acosta Alvarado ha presentato il caso de l’Asilo come pratica innovativa di un bene comune urbano, nella tavola rotonda “Communs, cité et territoires” del webinar “Entreprendre en Communs” tenutosi tra il 18 e il 20 novembre.
Il convegno tira le somme di un progetto di ricerca di tre anni, “Entreprendre en Communs”, condotto da un partenariato di tre Università francesi (CEPN, UP13; IRJS, Paris 1; CEPRISCA, Université de Picardie; CREDEG, Université de Nice) sotto la direzione di Benjamin Coriat, per investigare su forme di impresa cooperative e ridistributive, nonché modelli economici collaborativi, legati ai commons. Una frontiera che oggi ci sfida a una ricerca costante sulle forme di governo dei commons, nel quadro di obiettivi ecologici e di giustizia sociale.
Video dell’evento

☞ A questo link trovi il video che abbiamo preparato a sostegno del Nuovo Cinema Palazzo dopo lo sgombero. Qui invece trovate un articolo che spiega bene la situazione.
Vi invitiamo a seguire la loro pagina Facebook dove è possibile conoscere gli ultimi sviluppi e le azioni che si stanno mettendo in campo.

☞ L’Asilo è stato invitato e ha partecipatoal congresso internazionale “Debt System in Times of Financialization and the Importance of Auditing to Stop Barbarism” (3-5 dicembre 2020) per raccontare il percorso napoletano per i beni comuni e il rifiuto del debito illegittimo nella giornata del 3 dicembre, insieme alle esperienze di audit della Grecia, dell’Ecuador e del Brasile. 
“La crisi economica e l’accrescimento del debito pubblico sono serviti da giustificazioni per il rafforzamento di controriforme che distruggono la struttura dello Stato, sopprimono i diritti sociali e compromettono la fornitura di servizi pubblici, oltre ad assoggettare beni pubblici strategici e redditizi a privatizazioni insane!”. Con queste premesse, il Convegno ha discusso queste questioni, chiedendo che l’audit pubblico del debito con la partecipazione popolare sia una misura permanente in tutti i Paesi, con l’obiettivo di promuovere e rafforzare le lotte per i diritti umani e contro le disuguaglianze e per la garanzia di una vita degna a tutte le persone. 

☞ mercoledì 9 dicembre 2020 l’Asilo ha partecipato all’European Citizen Engagement and Deliberative Democracy Festival organizzato dalla UE. Insieme con Catherine Magnant, capo unità, Politiche culturali, Commissione europea e Barbara Stacher, Commissione europea si è parlato della nostra sperimentazione e raccontata l’esperienza napoletana degli spazi liberati e di come una comunità aperta, fluida ed eterogenea di lavoratori dell’arte e dello spettacolo ha restituito alla città l’Ex Asilo FIlangieri riconosciuto oggi come bene comune dove si va consolidando una pratica di gestione condivisa e partecipata di uno spazio pubblico dedicato alla cultura, in analogia con gli usi civici. Una diversa fruizione di un bene pubblico, non più basata sull’assegnazione ad un determinato soggetto privato, ma aperto a tutti quei soggetti che lavorano nel campo dell’arte, della cultura e dello spettacolo che, in maniera partecipata e trasparente, attraverso un’assemblea pubblica, condividono i progetti e coabitano gli spazi.

sabato 12 dicembre 2020 ci siamo incontrate/i con i compagni e le compagne vicine alla Libreria del Mondo Offeso di Milano. Un gruppo etereogeneo nato nel primo lockdown riunitosi per sviluppare un pensiero critico sulla società attuale, che ha intercettato anche persone non provenienti da ambienti antagonisti. Abbiamo cercato di praticare nuovi linguaggi in grado di coinvolgere quante più persone possibili. “Da Marzo – questo ci avevano scritto – stiamo discutendo (online purtroppo) quasi tutte le sere sui grandi temi che l’attuale pandemia ha evidenziato in maniera palese rispetto alla società capitalistica in cui viviamo. Ultimamente stiamo riflettendo sul concetto di COMUNE in particolare di BENE COMUNE. Ci piacerebbe che Voi ci illustraste l’esperimento dell’Asilo che state praticando. Abbiamo coinvolto anche alcuni attori che hanno partecipato all’esperienza del Teatro Valle Occupato di Roma” 
L’incontro è stato molto appassionante e conferma – se ce ne fosse bisogno – quanto sia sempre più necessario intessere nuove relazioni e mantenerle vive.

☞ Dal video che trovi a questo link puoi ascoltare e vedere l’incontro online di mercoledì 9 dicembre organizzato dalla Scuola Open Source di Bari a cui l’Asilo è stato invitato. Il tema: A cosa serve un nuovo centro culturale durante una pandemia? Per l’Asilo sono stati presenti anche alcune/i componenti del gruppo che sta lavorando a la Tela.

☞ Il 3 e 4 febbraio 2021 si è tenuta la conferenza online Co-designing Our Cities, conclusiva del Progetto UE Cultural and Creative Spaces and Cities, cui l’Asilo ha preso parte come handshake partner e luogo di ricerca e sperimentazione. La conferenza ha come tema la creazione partecipativa di politiche nei settori culturali e creativi.

Nel mese di febbraio 2021 l’Asilo ha partecipato al seminario di quattro appuntamenti on line organizzato da Comune.info che indaga su cosa e come raccontare nel mondo dei movimenti, delle reti territoriali, della democrazia partecipativa, dell’associazionismo, della solidarietà internazionale, dell’antirazzismo.

☞ A due giorni dalla manifestazione nazionale del 23 febbraio 2021 l’Asilo è stato invitato a partecipare al PRESÍDI CULTURALI SHOW! a cura dei Predidi Culturali Permanenti di Roma dove ci si è continuati ad interrogare sullo stato della cultura e dell’arte.

☞ Il 27 marzo 2021 abbiamo portato l’esperienza dell’Asilo e della rete nazionale dei beni comuni emergenti e a uso civico al primo seminario del progetto europeo Cultures for Resilience, organizzato da AAA e Remix the Commons con CASCO, Tranzit.ro e NetHood. L’evento si è concentrato sul concetto di governance della resilienza. Il seminario si propone di confrontare una diversità di esperienze di governance all’interno delle istituzioni culturali e delle nuove istituzioni, così come all’interno delle reti di resilienza a diverse scale. Questo ha aperto il campo di riflessione e sperimentazione su una concezione della resilienza basata sui commons, sulla solidarietà e sulla cura.

L’Asilo ha partecipato alla serie di incontri organizzati dall’associazione culturale Leucò. È possibile riascoltare le dirette del primo incontro del 3 aprile su Teatro e Comunità, del secondo incontro del 10 aprile su Teatro e Territorio e del terzo incontro del 17 aprile su Teatro e Istituzioni.

Nel video sopra l’intervento de l’Asilo al Globe di Roma, 18 aprile 2021.
In questi giorni la voce delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo si fa sempre più intensa. Una voce fatta di occupazioni di teatri, di bauli in piazza, in una parola: di lotta. Perché il lavoro creativo è un lavoro, e chi lo svolge è un lavorat* che ha dei diritti. Che vuole che vengano riconosciuti.
Questa non è solo una lotta di settore. Ma di tutt* noi, di chi abita e vive i territori, che è anche pubblico, di que* minori che vivono in zone a rischio dove un teatro di prossimità con le sue attività di formazione diviene un polmone sociale. Un paese senza cultura e senza bellezza non è un paese civile.

Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2021, l’Asilo è stato presente a due festival in residenza artistica, portando l’esperienza maturata attraverso il progetto delle Cronache del suono sospeso.
Per le Giornate del respiro di Fluminimaggiore – un paese sardo in cui, fino agli anni ’90, sono morte tante persone di silicosi contratta nelle miniere – sono state realizzate due performance live.
La prima basata su una ricerca collettiva – coerente con l’attitudine dell’Asilo all’incontro e all’interdipendenza – che ha coinvolto gli abitanti e la banda del paese, che si è riunita per la prima volta dopo un anno di pausa per suonare e respirare insieme a noi. Abbiamo registrato le voci de_ abitant_ nei luoghi più diversi, in una grotta, nella struttura di una miniera, nella natura, nei bar, in strada e nelle case.
La seconda invece è stata una performance itinerante nata in collaborazione con la flautista Sandra Giura Longo, che ha condotto un laboratorio sul respiro creativo aperto alle persone del paese, ribadendo l’importanza della creazione collettiva dal basso.
Alla prima edizione del festival Pisciott’Arte, poi, il gruppo ha realizzato l’installazione sonora „raccontami una vita“, anche questa basata su riprese sonore dei luoghi di Pisciotta, incentrata sul tempo, sulla sua percezione e sul ritmo del paese con i suoi spazi nascosti. L’installazione è stata riprodotta in filodiffusione per tre giorni e inaugurata da una piccola performance con la partecipazione de* musicist* del paese che abbiamo conosciuto.