tavolo arti della scena

il tavolo arti della scena si incontra il martedì alle ore 18:30.

Il tavolo arti della scena dell’ex asilo Filangieri è un tavolo pubblico e aperto che si riunisce ogni settimana a cui sono invitati a partecipare gli operatori teatrali gli artisti e chiunque sia interessato. Il tavolo si propone di pensare e organizzare le attività teatrali all’interno dell’ex asilo; intende favorire l’incontro e la cooperazione sulla base dei principi e delle pratiche elaborati in più di un anno di autogestione durante il quale la comunità dei lavoratori della cultura, dello spettacolo e dell’immateriale ha espresso la necessità di riappropriarsi di spazi e mezzi di produzione per poter continuare a svolgere professioni fortemente compromesse dai tagli alla cultura e più in generale alla spesa pubblica.

Al tavolo non ci si presenta come ad una commissione che valuta e giudica progetti, ma ci si propone come parte attiva della comunità dell’asilo. Il tavolo è il luogo in cui prende forma un progetto, in cui un’idea va condivisa con gli altri partecipanti, i quali possono contribuire, ciascuno a suo modo, alla sua realizzazione, valutando le problematiche connesse. Chi partecipa al tavolo deve essere pronto a farsi carico delle questioni pratiche legate alla natura peculiare dello spazio, che vanno dall’organizzazione alla comunicazione fino alla semplice manutenzione quotidiana.

La gestione del tavolo, così come di ogni altra attività dell’asilo è funzionale innanzitutto a mettere a disposizione degli artisti e degli operatori i mezzi di produzione necessari per poter lavorare in maniera indipendente. Quindi, per ogni attività che preveda il versamento di una sottoscrizione (motivata, sempre libera e mai vincolante), una percentuale è da destinarsi alle attrezzature e alla manutenzione degli spazi dell’asilo.

Come da Regolamento di Uso Civico, tutto ciò che viene elaborato e stabilito al tavolo verrà poi calendarizzato in assemblea di gestione, momento a cui è necessario partecipare e in cui i diversi tavoli di lavoro dell’ex Asilo Filangieri si incontrano e coordinano le proprie attività.

Le attività che il tavolo si propone di pensare e organizzare riguardano:

1. Produzione

La prima funzione del tavolo sarà quella di discutere, definire e mettere in atto i progetti teatrali prodotti dall’asilo. Ogni progetto dovrà tener conto del luogo e del processo politico e culturale avviato a marzo 2012 dalla comunità dell’ex Asilo Filangieri, prediligendo l’incontro e lo scambio delle diverse professionalità che partecipano alla vita del luogo.

I partecipanti al progetto dovranno contribuire alla riflessione e alla definizione del ruolo produttivo dell’asilo partendo da ciò che uno spazio autogestito può offrire in termini di produzione.

L’asilo al momento non ha struttura giuridica per poter affrontare la produzione diretta di un lavoro artistico e, non beneficiando di alcun tipo di finanziamento, si propone come soggetto cooproduttore di altre strutture a sostegno dell’ideazione e della messa in prova del lavoro, della comunicazione e della distribuzione degli spettacoli nella rete delle realtà affini su territorio nazionale. L’asilo è infatti in grado offrire spazi, attrezzature, professionalità tecniche ed artistiche e promozione.

L’asilo si pone come spazio aperto e informale, come luogo di sperimentazione e di messa in discussione di obsoleti diritti d’autore e di enti previdenziali che soffocano le piccole produzioni senza assicurare più nessun beneficio e nessuna tutela per i lavoratori dello spettacolo.

Questa lotta portata avanti con altre realtà a livello nazionale si propone di stimolare nuove forme legislative e ha come fine il cambiamento radicale delle condizioni di lavoro dell’artista e del produttore.

Il tavolo lavora per una significativa permanenza nello spazio dei lavori prodotti attraverso prove aperte che andranno replicate per lunghi periodi in controtendenza rispetto alle consuetudini dei teatri cittadini e nazionali, nella convinzione che un numero consistente di repliche siano di beneficio alla qualità del lavoro e alla formazione del pubblico.

2. Prove

L’asilo si propone di rispondere alle esigenze dei lavoratori che si trovano ad operare in un territorio carente di spazi prove. Gli spazi dell’asilo saranno a disposizione di tutte compagnie che ne faranno richiesta, in compatibilità con le altre attività ed esigenze della comunità. È necessario che le compagnie partecipino alle attività di pulizia e all’organizzazione logistica delle serate. Il contributo alla pulizia e all’organizzazione dello spazio è vincolante all’uso dello spazio stesso.

3. Formazione

La comunità dei lavoratori dello spettacolo dell’asilo riconosce nella formazione uno dei mezzi di produzione che consentono di svolgere il proprio lavoro. Pertanto ritiene fondamentale organizzare incontri di formazione sulle arti della scena. Questi incontri dovranno essere gratuiti o con una sottoscrizione consigliata a basso prezzo che servirà per abbattere le spese minime di organizzazione.

4. Incontri

Il tavolo propone promuove ed organizza incontri di studio e riflessione su spettacoli, artisti e pratiche teatrali. Il tavolo si occuperà di organizzare, tra le altre cose, il confronto e la discussione con gli artisti che si esibiscono sulle scene degli altri teatri cittadini.

5. Programmazione di spettacoli

L’Asilo privilegia e favorisce la fase del processo creativo (prove, prove aperte, incontri, laboratori) rispetto al prodotto finito, dando tempo e spazio al pensiero e alla ricerca che rischiano di scomparire nei meccanismi dettati dall’industria culturale. Tuttavia l’asilo è luogo aperto anche alla messa in scena di progetti finiti. Nella calendarizzazione sarà data priorità alla messa in scena delle produzioni dell’asilo, tuttavia il tavolo potrà esprimere l’esigenza di invitare produzioni esterne. Il tavolo inoltre assicura lo spazio e l’organizzazione delle serate per le compagnie che provengono dalle altre realtà nazionali affini.

LE ARTI PERFORMATIVE ALL’ASILO

Musica, teatro, arti circensi e danza sono sistemi significanti caratterizzati da una propria identità, che non è surrogabile da quella di altri sistemi. Sono linguaggi autonomi, dotati di un proprio dispositivo: un proprio potenziale semantico, proprie strutture morfologiche, proprie funzioni personali e sociali. Inserirli nei processi di formazione e di incentivazione della creatività e della creazione significa arricchire il bagaglio cognitivo del soggetto che le sperimenta.

La possibilità di entrare in relazione con l’arte può essere solo il risultato di una esperienza dei sensi, dell’anima e della mente (fisica e metafisica), adeguatamente organizzata. L’esperienza performativa in quanto esperienza estetica è un insieme complesso di processi percettivi, mnemonici, emotivi, interpretativi, valutativi, di sperimentazione e scoperta del sè e del proprio corpo nello spazio, che interagiscono fra loro. Una caratteristica tipica e significativa delle arti performative è l’agire collettivo. L’agire insieme esige coscienza: saper conservare la propria autonomia e contemporaneamente sapersi coordinare con gli altri, saper valutare il risultato dell’insieme, saper rispettare le consegne stabilite, saper assumere ruoli diversi.

La creatività è anche il terreno della libertà, del superamento dei limiti individuali e dei tabù. La manipolabilità del cittadino è direttamente proporzionale alla sua incoscienza. L’educazione e l’accesso alle arti performative, nell’insieme dei loro percorsi – esecutivo, creativo, cognitivo – assumono così il compito di trasformare in esperienza di coscienza e comunicazione quella che il soggetto che non le sperimenta subisce come condizionamento. Le arti performative sono una componente imprescindibile della cultura delle persone. Ogni performance nasce come voce dell’intero mondo simbolico degli individui che la creano e della società a cui appartengono.

Per questa ragione la comprensione dell’evento performativo, inserita nella più ampia lettura multiforme della realtà, apre il soggetto all’intero ambito di cultura e civiltà da cui l’evento è scaturito, storico, sociale, antropologico, religioso…così come avviene con le manifestazioni che hanno preso corpo negli altri linguaggi.

ARTI DELLA SCENA ALL’ASILO