Buon compleanno, Asilo!
Era il 2 marzo 2012 quando una comunità di lavoratori e lavoratrici dell’arte, della cultura e dello spettacolo liberò e restituì alla città l’Ex Asilo Filangieri di Napoli, sottraendolo alla retorica vuota del Forum Universale delle Culture e a un modello di politica culturale distante, elitario e autoreferenziale.
Quel gesto non fu solo un’occupazione, ma un atto istituente, la trasformazione di uno spazio simbolo di spreco in un laboratorio vivo di democrazia diretta, il primo bene comune emergente a Napoli, poi riconosciuto a uso civico e collettivo.
Da allora, l’Asilo è diventato un luogo pubblico autogovernato, aperto alla produzione, alla sperimentazione e alla contaminazione artistica e culturale, dove la città non assiste, ma partecipa e crea. Un luogo di lavoro per centinaia di compagnie, ricercatricə, artistə, ma anche uno spazio di convivialità, di elaborazione politica, di resistenza.

Restiamo, cambiando
Oggi l’Asilo è un processo eterogeneo e interdipendente in continua evoluzione e sperimentazione artistica, politica, culturale, sociale, giuridica. Nelle fratture di un territorio sempre più colpito da una turistificazione predatoria e dal disagio socio-economico delle abitanti e degli abitanti, ci siamo trasformatə nel tempo continuando a tessere pratiche di condivisione e di cura, provando a connettere bisogni e desideri che risiedono in chi attraversa di volta in volta lo spazio, cambiando senza smarrire il senso originario: essere un luogo aperto e collettivo.
Restiamo, cambiando. Restiamo in rete, tra tutti i beni comuni, gli spazi sociali, le associazioni e le soggettività dal basso che continuano a radicare politiche prefigurative e a praticare un’altra idea di città. Questo, in una fase storica segnata dalla repressione del dissenso, dall’istituzione di “zone rosse” in cui ghettizzare le marginalità trasformandole in un problema di ordine pubblico, dai tentativi di sgombero e dai conflitti su nodi decisivi per il futuro del territorio. Come a Bagnoli dove, con il pretesto dell’America’s Cup, scelte calate dall’alto tentano di ridefinire priorità e spazi pubblici senza coinvolgere le comunità. Vogliamo continuare a costruire un argine, fatto di lotte in piazza, di assemblee, di pratiche condivise, di innovazioni giuridiche.
Formarsi alla complessità
In questi 14 anni, l’Asilo è stato un luogo di formazione alla complessità, dove generazioni diverse, da più latitudini, hanno condiviso, intersecato e scambiato energie e competenze; dove si sono praticate politiche culturali collettive che hanno dimostrato che un’alternativa libera dalle logiche del profitto e aperta alla partecipazione non solo si può fare, ma è in grado di creare effetti moltiplicatori che si ripercuotono sulla più ampia vita culturale della città.
Pensiamo solo nell’ultimo anno alle progettualità messe in campo dal Tavolo Cinema, tra rassegne di film, documentari e capolavori dimenticati e oscurati dalle logiche commerciali e del mainstream, oppure agli incontri di teatro con artistə come, tra lə altrə, Antonio Rezza, Flavia Mastrella, Franco Maresco e ai workshop con registə come Béla Tarr e Mohsen Makhmalbaf.
Pensiamo al Kino Napoli, che ha ospitato decine di filmmaker da tutto il mondo in una logica di produzione collettiva e collaborativa; alla Feira, la fiera di editoria indipendente, all’educativa territoriale e ai laboratori della camera oscura, di ceramica e di scenografia; a PAF, festival di arti performative orizzontale e inclusivo; ai progetti della biblioteca, dell’orto, alle assemblee dellə studentə e alle molteplici ricerche scientifiche nel campo dei beni comuni e delle pratiche innovative sperimentate negli spazi liberati.
Una ritrovata vitalità
Mentre il mondo è sempre più preda della deriva bellicista, i fronti di guerra si moltiplicano e la società tutta sembra sulla via della militarizzazione, l’Asilo compie 14 anni aprendo nuovi spazi relazionali e di comunità. Nelle ultime settimane abbiamo avviato un riallestimento degli spazi e dei mezzi di produzione dedicando una cura particolare alla rigenerazione dell’orto e del cortile interno per trasformarlo nel cuore dell’Asilo, il campo di convergenza e di socialità dove possano confluire e ritrovarsi tutte le progettualità, i tavoli di lavoro e i gruppi che attraversano l’Asilo, nonché abitanti del quartiere e della città che cercano un luogo di affettività e condivisione.
Vi aspettiamo tutti i lunedì dalle 20 per l’assemblea di gestione e nei fine settimana per contribuire alla costruzione dell’orto e degli spazi dell’Asilo. Sarà un momento di cura condivisa, lavoro di squadra e buonumore.
Vieni a far sbocciare una primavera di comunità insieme a noi.