Sabato 20 aprile 2019, ore 18:30 | l’Asilo

Era solo un ragazzo. Un poema sulla pedagogia dei padri

Guido Celli prosegue il suo giro per l’Italia a Napoli, portando con sé il suo poema appena pubblicato da Sensibili alle foglie.

Cos’è “Era solo un ragazzo”?

Un poema sulla pedagogia dei padri.

“Trentasei canti compongono il poema che Guido Celli scrive per ri-significare a distanza di anni l’esperienza della propria vita familiare e in particolare la relazione con suo padre. Una relazione nella quale a ben vedere, qualunque sia la sua dinamica, chi diventa padre lo è per sempre e chi è figlio lo è giocoforza. Per come l’autore la racconta, questa relazione obbligata si sviluppa come un tragico corpo a corpo, fra un figlio bambino e un padre ragazzo, e sfugge a ogni riduzione definitoria. Il lettore sarà obbligato a destreggiarsi con i paradossi. L’autore si fa poeta per prendersi cura di un’esperienza riguardandola e raccontandola, per “provare a imparare il Mondo come in un racconto”, e la trasforma in conoscenza per tutti noi. “
(dall’introduzione di Nicola Valentino)

“Guido Celli è un pugile-poeta, un poeta-pugile: rapidità, sudore e violenza escono fuori con le parole. L’arena è quella della Roma più dura, più bella. La Roma che ha provato l’assalto al cielo in terra, la Roma rude razza pagana a cui la controrivoluzione degli anni ottanta ha inciso le sue più crudeli vendette. La Roma inondata di eroina.
Quello di Guido è un poema-metamorfosi, un poema a mille teste, una poema-pietra su un ricordo, sulla memoria di un tempo che non è più e che non si può replicare. Questo rifiuto della ripetizione senza differenza, questo passo in conflitto con la catena-storia antica, ce lo dice la ritmica feroce, la musica del verso almeno quanto il contenuto esterno delle parole.
Era solo un ragazzo va letto ad alta voce, perché riguarda tutti.”
(dalla postfazione di Mattia Pellegrini)

Un assaggio di “Era solo un ragazzo”?

“Quando mio padre volle insegnarmi il coraggio
era solo un ragazzo
un ragazzo che credeva che le cose
scivolino sul cuore come uno shampoo
che la vita ti resti incollata in mano
anche quando la lanci via lontano
perché era solo un ragazzo
e la sua idea di coraggio era l’idea di coraggio di un ragazzo
di un ragazzo acceso come una stella d’estate
di un ragazzo incendiato come una petroliera nel mare.”

“[..] e io, già da piccolo, vedevo mio padre
un gigante capace di imprese enormi
come quelle che si addicono agli uomini
che sono uomini nel lupo, per intero
e come lui volevo essere un gigante uomo in un gigante lupo
pieno di una vita di luci ed ombre
non di mezze luci e penombre
come mio padre non volevo fare l’impiegato
vestito uno schifo, con l’alito uno schifo
con le tasche tirchie e il coprifuoco nella testa
e per diventarlo sapevo cosa non dovevo diventare
né vigliacco, né leccaculo, né frocio
e come mio padre restarmi in giungla
per diventare uomo come un lupo e lupo nell’uomo.”

“Quando smisi la parola a mio padre
io avevo come ho ancora sette anni
e lo tenevo, tenendoci muti, ancora come solo un ragazzo:
non gli smettevo la parola per vendicarmi dell’orrore
con cui mio padre ragazzo mi aveva ammazzato
ma gli smettevo la parola per tenerlo ancora come era stato
per averlo ancora com’era quando per lui avevo soltanto amore.”

Chi è Guido Celli?

Guido Celli è un poeta e nasce a Roma nel 1979, da padre romano e madre americana.
Nella vita precedente a quella di ora è stato: pugile, buttafuori, pulitore, facchino, manovale e magazziniere. Ora, per campare, prova a fare l’artista.
Lascia alle sue spalle tre oramai antichi ricoveri psichiatrici e molti momenti difficili. Ma ce l’ha fatta, è sopravvissuto ed è qui.
Ha avuto l’onore e il privilegio di collaborare artisticamente in varie forme e ruoli con Flavio Giurato, Joe Lally (Fugazi), Arash Irandoust, Emanuele Poki, Sara D’Uva, Pi Greco, Fumisterie, Isola Gay Posse, Emanuele Caputo Curandero, Daniele Aristarco, Giulia Tripoti, Luca Guidi, Saint Huck, Cian Donnelly, Alessandro Stefanelli, Umberto Petrocelli, Lapingra, Elisa Abela, Alessandro Grasso, Vincenzo Drago, Marco Bartolomucci, Caterpillar.
La rivista di Milano “L’almanacco de La Terra Trema” lo ha preso a ben volere e in ogni suo numero ospita le sue poesie più recenti.
Ha prodotto artisticamente gli ultimi due dischi di Flavio Giurato.
È la voce e la poesia del gruppo electro-noise spokenword Cor:unedo.
È regista di videoclip.

Bibliografia

2019: il poemetto “Desiderio.Excerpta” (Sartoria Editoriale, Catania)
2019: il poema “Era solo un ragazzo” (Sensibili alle foglie, Roma)
2009: la prosa poetica “pragerleben” con Daniele Aristarco (EditoriViktor, Anguillara)
2008: il poema “Tutte le cose con frutta” (Edizioni Nuova Cultura, Roma)
2004: il racconto “Un raggranellarsi al sole non più d’un quarto d’ora, superata la mezza” nel libro antologico “Il tuffatore” (No Reply, Milano)

Videografia (Videoclip)

2019: “The Deepest Sea” di Saint Huck
2018: “Somewhere” dei Silent Carnival
2018: “Soundcheck” di Flavio Giurato
2018: “Reef” di Saint Huck
2018: “Hidden words” di Saint Huck
2018: “Italia Italia” di Flavio Giurato
2017: “L’ipocrisia” di Flavio Giurato

Discografia

+++come Guido Celli
2018: “Il volo che il cielo compie in cielo” (Entry Edizioni Musicali)
+++come Cor:unedo
2018: “Panormus Ex Machina” (Entry Edizioni Musicali)
2018: “FALSASCIENZA” (Entry Edizioni Musicali)
2018: “Amore Tritolo Vita!” (Entry Edizioni Musicali)
2018: “AGOSTODANESE/AGOSTOFRANCESE” (Entry Edizioni Musicali)
2014: “La vita familiare, il bestiame, le arti domestiche” (Galleria Non Illuminata Records)
+++come Pi Greco
1999: “Tonal request live” (LUDD)
+++con Flavio Giurato
2017: produttore artistico del disco “Le promesse del mondo” (Entry Edizioni Musicali)
2015: preproduttore artistico del disco “La scomparsa di Majorana” (Entry Edizioni Musicali)