Napoli Pride 2016

SabAto 28 Maggio 2016 / Bagnoli
ore 15.30 Piazzale Tecchio
(Fuorigrotta, Metro Linea 2 Campi Flegrei)

Questo sabato, il 28 maggio, il Mediterranean Pride Of Naples 2016 porta il suo arcobaleno e la sua energia tra le strade di Bagnoli.

La scelta di tenere il Pride di quest’anno a Bagnoli è stata determinata dalla volontà delle associazioni LGBT di essere al fianco di un quartiere la cui popolazione, dopo 25 anni di false promesse ed un commissariamento coatto, rivendica il diritto di autodeterminazione e di poter scegliere cosa fare nel suo territorio. Diritti che anche le associazioni LGBT rivendicano da decenni e di fronte ai quali le (mezze) unioni civili impallidiscono.

Solo unendo le forze, le energie e le esperienze di tutti (senza discriminazioni di alcun genere) è possibile rivendicare i nostri

Noi ci saremo! #‎BagnoliPride #‎BagnoliLibera #dirittieterritorio

più info su www.napolipride.org

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#dirittieterritorio

La nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere.
Piero Calamandrei, Discorso sulla Costituzione, 1955
Il “sentimento” della Costituzione, della nostra Costituzione, è alla base del lavoro che si intende inaugurare quest’anno, in occasione del Mediterranean Pride di Napoli.
“Sentimento”, e non solo “significato”, perché dietro al lavoro dei Padri Costituenti, c’è l’impegno, il sacrificio e la passione di tante donne e tanti uomini che furono animati da un sacrosanto spirito di libertà, di euguaglianza e di giustizia.
E mentre si moltiplicano pericolosissimi attacchi alla nostra Costituzione, da Napoli, e dalla comunità LGBT, dal territorio di Bagnoli, nella ricorrenza del 70esimo anniversario del Referendum che sancì di fatto la nascita della Repubblica e portò arriva un segnale di rispetto e riconoscenza per questo grande strumento di democrazia e di libertà

Una libertà che oggi, più di ieri, deve essere al centro delle nostre azioni e dei nostri percorsi. Una libertà che è già tutta potenzialmente scritta all’interno degli art.2 e 3 della Costituzione, articoli che proprio per questo vanno difesi e resi vieppiù attuali al fine di riconoscere la piena uguaglianza alle coppie composte da persone dello stesso sesso, al fine di sostenere un’interpretazione coerente dell’art.29, un’interpretazione in linea con l’evoluzione sociale e culturale della famiglia, un’interpretazione che riconosca il matrimonio egualitario per le persone omosessuali e ne riconosca e tuteli il desiderio di genitorialità.

Per la comunità LGBT, portare il Pride a Bagnoli significa rafforzare quel senso di partecipazione e condivisione che da anni caratterizza sia a livello locale che nazionale l’esperienza del Pride. E così, il Coordinamento Campania Rainbow, già promotore della dislocazione dei Pride regionali in altre città della Campania (Salerno 2012, Benevento 2015, Caserta 2016), ha creduto opportuno portare la lotta per i diritti della comunità LGBT in un territorio, quello di Bagnoli, palesemente desideroso di riscatto e ricca di fermenti sociali e culturali volti ad una condivisibile affermazione di civiltà, dignità e di partecipazione attiva ai processi politici che possono decidere il futuro del territorio stesso, della Città di Napoli e dell’intero meridione.

La Storia ci insegna che le battaglie per la rivendicazione dei diritti delle minoranze risultano vincenti quando le minoranze stesse decidono di capitalizzare e condividere il proprio potenziale umano e valoriale, quando si comprende che il riscatto della dignità dell’oppresso è il riscatto della dignità dell’individuo nella sua universalità, quando si comprende che la vita ai margini è uguale per tutte le cittadine e tutti i cittadini, siano essi margini sociali, professionali, territoriali o razziali.
La marginalità è una condizione che stringe trasversalmente diverse istanze e diverse comunità. Una condizione che può essere vinta grazie al sentimento di solidarietà e reciprocità, mutuo sostegno e fratellanza. Ed è in nome di questo sentimento che sabato 28 maggio 2016 il Mediterranean Pride di Napoli porterà i suoi colori, la sua energia e la sua determinazione arcobaleno tra le strade di Bagnoli, per manifestare alla città e al Paese l’ansia di liberazione e di rivalsa di chi, per troppo tempo, è stato costretto al silenzio.

Il Mediterranean Pride of Naples promuovere, quindi, il protagonismo e la visibilità della popolazione lgbt , come efficace strumento contro la discriminazione e il pregiudizio, la violenza e l’arretratezza, l’odio e l’ignoranza. Sceglie di farlo caratterizzandosi ad ogni nuova edizione annuale con uno specifico tema legato al territorio o all’attualità politica.
Quest’anno scegliamo di essere a Bagnoli, al fianco di un territorio in difesa del principio di autodeterminazione non solo degli individui, ma dei popoli e delle comunità, a cui spetta l’inviolabile diritto alla partecipazione alla vita democratica e politica sulle scelte che andranno a decidere il futuro del proprio territorio e della propria comunità.

Il MPoN avrà una connotazione macroregionale in virtù della condizione storica, geografica e culturale di cerniera che la città di Napoli ha sempre svolto come centro geometrico del Mediterraneo, uno spazio che divide e che unisce al tempo stesso, uno spazio aperto verso il quale convergono gli sguardi ed i pensieri, un “cemento liquido” che ha permesso ed amplificato nel tempo la circolazione di merci e di idee.

Quel Mediterraneo che nella storia ha costituito una opportunità di crescita e di scambio culturale, in questi giorni viene ricordato solo perché diventa, con drammatica regolarità, la tomba per centinaia di donne, uomini e bambini che fuggono da soprusi, violenza e dalla fame.
Noi crediamo fortemente che proprio sul piano del rispetto dei Diritti Civili sia possibile recuperare la dimensione del Mediterraneo come spazio dell’opportunità: opportunità di crescita culturale, civile, sociale ed economica.
Per questa ragione Napoli si propone come luogo dal quale si proiettano verso il sud e l’est del Mediterraneo i segni di un rinnovamento civile del quale il movimento lgbt può essere protagonista, ed allo stesso tempo come luogo che raccoglie, elabora e trasferisce i segnali provenienti dall’esterno.
Il Mediterranean Pride of Naples guarda dunque verso questa dimensione culturale, inserendosi con questa specifica connotazione nell’ “Onda” dei Pride territoriali, e più in generale nel panorama dei pride internazionali.
Per quanto detto, nel rispetto e per la tutela:
dell’autodeterminazione della persona umana e dei popoli;
dei diritti sanciti dalla Carta Costituzionale, dei Principi fondamentali dell’Unione Europea e dei Trattati internazionali sui diritti umani;
della laicità dello Stato,

Il MPoN 2016 chiede a tutte le amministrazioni e gli enti locali, ai soggetti operanti nel terzo settore e alla cittadinanza tutta:
– che vengano pianificate azioni positive contro il pregiudizio omofobico e transfobico attraverso interventi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado per il contrasto al bullismo omofobico e transfobico, per una scuola più laica, inclusiva ed interculturale;

– l’apertura di sportelli di sostegno, assistenza e di ascolto, che vengano avviati percorsi di formazione della pubblica amministrazione e delle forze dell’ordine, e che siano rafforzati inoltre i rapporti di collaborazione e ricerca scientifica con tutti gli atenei della regione Campania;
– che venga garantita la possibilità di avere sul territorio della città metropolitana di Napoli, una casa di accoglienza per persone LGBT vittime di violenza e di odio;
– la piena attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, attraverso il potenziamento e l’applicazione di ogni forma di tutela possibile per quanto attiene l’accesso di lesbiche, gay e transessuali/transgender al mercato del lavoro, la sicurezza sui luoghi di lavoro, la tutela dell’occupazione e delle garanzie contrattuali frutto di battaglie e conquiste sociali;
– che vengano avviati, con tutte le parti parti sociali e le istituzioni territoriali, percorsi volti a costruire modelli di network management sul territorio, finalizzati al superamento delle discriminazioni ma anche per agevolare le condizioni lavorative delle persone lgbt, più esposte all’esclusione sociale, attraverso pratiche di “diversity management” ed “equality standard e attraverso la valorizzazione di alcuni settori produttivi come il turismo lgbt;
– che vengano avviate azioni di contrasto alle discriminazioni, nei confronti delle persone lgbt, in ambito sportivo, attraverso la collaborazione con enti di formazione, università, associazioni ed enti sportivi e con le istituzioni locali volti ad attuare progettazioni ed eventi che consentano una serena partecipazione alle attività sportive, amatoriali ed agonistiche, da parte delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans;
– che venga garantito il diritto alla salute delle persone lgbt, creando un tavolo contro le discriminazioni con i Direttori Sanitari di tutte le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere ed i Direttori di Dipartimento di facoltà sanitarie, che discuta e formi il proprio personale ad una “diversa” accoglienza, anagrafica e raccolta anamnesi che preveda l’esistenza delle persone lgbt, con le proprie specifiche esigenze e bisogni sanitari, ponendo fine alle discriminazioni e negazione in ambito sanitario;
– si richiede infine la riattivazione di campagne regionali d’informazione sulla prevenzione delle MTS e sul preservativo, garantendo i diritti delle persone sieropositive.
Chiediamo inoltre:

– il riconoscimento della cittadinanza ai minori nati in Italia ed ai cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio:
– una migliore applicazione della direttiva europea 85 del 2005 riguardo allo status di rifugiato anche per le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali/transgender perseguitati nei paesi d’origine;
– soluzioni urgenti per quanto attiene il dramma della condizione carceraria (resa ancora più dolorosa per gli aspetti discriminatori legati all’orientamento sessuale ed all’identità di genere ) e il ripristino della legalità con l’applicazione di normative sul reinserimento e il recupero socio-occupazionale dei detenuti.
Il MPoN 2016 auspica che tutte le amministrazioni e gli enti locali assumano un ruolo propositivo per:
– produrre una legge nazionale che chiaramente definisca e persegua il reato di violenza a sfondo omo-trans fobico attraverso l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere;
– rimuovere gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transessuali/transgender attraverso il recepimento pieno e sostanziale della Risoluzione del Parlamento europeo del gennaio 2006 e delle Direttive Europee 207 del 1976 e 78 del 2000;
– la tutela dei diritti delle famiglie omogenitoriali e transgenitoriali;
– il pieno recepimento della direttiva europea 38 del 2000 sulla libertà di movimento dei cittadini europei in modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate gay e lesbiche;
– il rispetto dei diritti umani nel mondo, per l’abolizione della pena di morte, per la depenalizzazione del reato di omosessualità e transessualità presente nelle legislazione di decine di Paesi;

– rendere finalmente effettiva la completa eliminazione di ogni voce di patologia dai codici sanitari per omosessualità e bisessualità da parte del Sistema Sanitario Nazionale;
– attuare campagne nazionali e mediterranee di ricerca, formazione e sensibilizzazione per contrastare qualsiasi forma di discriminazioni legate all’orientamento sessuale e/o all’identità di genere in ambito sportivo.