lunedì 16.2 h 18 l’Asilo

BLOCKUPY TOUR
verso la manifestazione del 18 marzo
CONTRASTIAMO LA BCE

Il 18 marzo verrà inaugurata la nuova sede della Banca Centrale Europea a Francoforte. Questa istituzione, assieme alla Commissione Europea e al Fondo Monetario Internazionale, è il centro decisionale che aggredisce le vite di milioni di persone, stabilendo i termini ai quali ogni Paese deve sottostare: riforme per il taglio del costo del lavoro, smantellamento del welfare e del settore sociale. Blockupy, una coalizione internazionale larga tra movimenti sociali e forze politiche, da anni contesta queste decisioni prese dall’alto in una forma cooperativa che interseca l’Italia, la Spagna, la Svezia, la Grecia, la Germania, il Portogallo.. Il 18 marzo Blockupy ha lanciato una grande giornata di manifestazione europea per stravolgere l’evento della BCE, volendo invece inaugurare un altro modo di vivere in Europa fuori dal ricatto del debito sovrano.
Nelle ultime settimane in Europa ha soffiato un vento di cambiamento di indiscutibile forza. La vittoria di Syriza alle elezioni greche ha incrinato la monotonia del pensiero unico e il sempre più diffuso populismo di destra, dicendo che c’è un’alternativa possibile. Il messaggio greco è un grido di speranza che non si limita solo al risultato elettorale, poiché è l’espressione delle piazze e dei movimenti contro l’austerità degli ultimi tre anni, di un cambiamento del modo di pensare alle politiche economiche e sociali nel nostro continente. Di fronte a questo, le oligarchie della politica e della finanza hanno mostrato i loro denti, hanno attaccato il coraggioso programma di Syriza chiudendo i finanziamenti e i prestiti e ponendo sotto scacco la Grecia, con il rischio di default.
E’ evidente che il 18 marzo acquista tutto un altro significato. Può diventare un momento in cui i precari, i disoccupati, i migranti possono pensare ad un’altra cittadinanza europea non fondata sul diktat del rigore tedesco e sull’autorità della Troika. Le strade e le piazze di Francoforte devono essere l’inizio della costruzione di una nuova democrazia contro l’imposizione dall’alto dei mercati, delle istituzioni che non sono state elette e delle gerarchie tra i vari Stati membri dell’Unione. Dire “ Siamo tutti greci” non è soltanto un grido di solidarietà, ma si traduce nel rifiuto di dipendere dal debito e nel darsi la possibilità di poterlo ridiscutere, assieme all’estensione dei diritti sociali e delle strutture di Welfare.
E’ necessario organizzare la partecipazione da tutte le città e Napoli, una delle città in cui gli effetti del governo della crisi hanno mostrato gli effetti più drammatici, non può non mobilitarsi.

Ne discutiamo all’Asilo con gli/le attivist@ di:
Interventionistische Linke (Germania), rete di gruppi politici tedesca interna alla coalizione di Blockupy

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