Dal 5 gennaio il teatro dell’Asilo, costruito con il lavoro volontario dei suoi abitanti, è chiuso dai sigilli dell’autorità giudiziaria. Lo spazio è stato sottratto a tutti i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo e dell’immateriale che usavano per il proprio lavoro quella sala e le attrezzature, donate o acquistate dopo mesi di autofinanziamento. Il Comune di Napoli non ha avuto il coraggio e la capacità politica di difendere l’esperienza di autogoverno e di gestione partecipata che si è svolta per dieci mesi all’Ex Asilo Filangieri, accusandoci di farne un uso privatistico e commerciale fuori dalle regole giuridiche vigenti. Noi continuiamo ad usare gli spazi che abbiamo liberato e invitiamo le lavoratrici e i lavoratori della cultura, delle arti e dello spettacolo, i movimenti cittadini e la cittadinanza tutta a partecipare alla vita dell’Ex Asilo Filangieri.

venerdì 18 gennaio | ore 21
sabato 19 gennaio | ore 20,30
domenica 20 gennaio | ore 21

O’ Calapranz

traduzione in napoletano de Il Calapranzi di Harold Pinter

con Rocco Giordano, Mario De Masi e Fiorenzo Madonna

regia Salvatore Cantalupo

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In un seminterrato due uomini sono in attesa di ricevere ordini. Pare che in questo consista il loro mestiere.

Ben, irruento ed elusivo, trascorre il tempo leggendo un giornale mentre Gus, tra i due sicuramente il più timido, pone all’altro domande che però non trovano mai risposta.

Dal piano superiore, attraverso un calapranzi, i due comunicano con l’esterno da cui arrivano ordini apparentemente fuori luogo.

Il vuoto comunicativo tra i due e tra questi e il livello superiore rappresenta la metafora dell’impossibilità di comunicare a pieno all’interno della nostra società.

La scelta del napoletano ha lo scopo, infatti, di rendere palese e senza tempo l’incomunicabilità sociale che viviamo.

I due personaggi s’intendono solo quando si ripetono tra loro il protocollo della procedura prestabilita.

Sento molto attuale questo testo, con i tempi che viviamo. Incertezze, tradimenti, pugnalate alle spalle. La traduzione in lingua napoletana è venuta anche spontanea, il napoletano infatti s’è legato alla voce e ai corpi degli attori in un modo molto naturale, riempiendo le pause e i silenzi di significati “oltre “, ricchi di vita.

Salvatore Cantalupo

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Ex Asilo Filangieri
Vico G. Maffei 4 (San Gregorio Armeno)

All’Ex Asilo Filangieri i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. E’ gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere delle spese minime e a dotare gli spazi dell’Ex Asilo Filangieri dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale per produrre arte e cultura.