venerdì 8 luglio 2016 | ore 21 | l’Asilo

La memoria dell’invisibile
Il Mundial dimenticato

proiezione di Il Mundial dimenticato

a cura di Alberto Castellano
ospiti Carla Ascione e Sandro Dionisio

Il mondiale del 1942 non figura in nessun libro di storia ma si giocò nella Patagonia argentina.

Osvaldo Soriano

Presentare un documentario sul Campionato del Mondo di calcio alla vigilia della finale del Campionato europeo 2016 potrebbe suonare come una provocazione ma la differenza e la “rivalità” in termini di popolarità, interesse e prestigio passa in secondo piano perché ciò che fa de Il Mundial dimenticato un evento è la controinformazione su un fatto di storia legato al calcio ma che va oltre il calcio e ciò che lo rende un cult è la genesi e l’originalità dell’operazione. “La memoria dell’invisibile” è il titolo dell’evento perché si trattava di ricostruire un evento quasi invisibile in quanto di fatto non giocato e dimenticato.

In realtà il mockumentary o falso documentario italo-argentino realizzato da Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni nel 2011 ha fatto un’apparizione nelle sale italiane l’anno dopo ma pochi se ne sono accorti. Muovendosi in una zona d’ombra della storia del calcio e della storia del XX secolo, in bilico fra lo stile rigoroso del documentario e lo spirito del cinema, il film racconta le vicende del Campionato mondiale di calcio del 1942, mai riconosciuto dagli organi ufficiali dello sport, rimasto per decenni avvolto nella leggenda senza che se ne conoscesse il vincitore.

Il ritrovamento di uno “scheletro con la macchina da presa”, in mezzo ai dinosauri fossili della Patagonia argentina, fornisce la tessera mancante per ricomporre finalmente il mosaico disperso del Mundial dimenticato. Garzella e Macelloni, già autori brillanti di Rimet – L’incredibile storia della Coppa del Mondo (2010), si sono liberamente ispirati a Il figlio di Butch Cassidy, racconto di Osvaldo Soriano nel quale hanno trovato la giusta dose di fantasia e realtà. Durante la seconda guerra mondiale il mondo decise che nel 1942 i campionati mondiali di calcio non sarebbero stati organizzati. Mille ragioni, alquanto ovvie, impedirono alle nazioni di riunirsi per disputare la più importante manifestazione calcistica. Ma un gruppo di atleti provenienti da mezzo mondo, fu messo insieme dalla volontà di un caparbio mecenate, il conte Vladimir Otz, ricco nobile di origini balcaniche, ministro del quarto re di Patagonia in esilio a Parigi e accanito appassionato di calcio. Amico del fondatore della FIFA (l’organismo massimo del calcio internazionale) Jules Rimet, il  che potesse reclutare calciatori di origini e di appartenenze diverse. Si narra che Otz avesse assoldato addirittura William Cassidy, figlio del celebre Butch, che, come il padre, aveva rapinato banche, assaltato treni, “guadagnandosi” taglie e dovendo così fuggire in un paese lontano, la Patagonia. Come affermato dallo stesso Lorenzo Garzella, il film «lascia allo spettatore il compito di stabilire dov’è il confine fra la memoria e la leggenda, fra la realtà e l’invenzione».


Credits

Anno: 2011
Durata: 93′
Paese: Italia, Argentina

Trailer

Approfondimenti

Il racconto Il figlio di Butch Cassidy è stato pubblicato nella raccolta Fútbol. Storie di calcio (2014 Einaudi). Ve lo proponiamo in lingua originale:

Download (PDF, 196KB)

Ivana Sotto, traduzione a cura di Raffaella Accroglianò, Osvaldo Soriano. A quindici anni dalla morte dello scrittore elogiato e contestato
http://www.edizionisur.it/sotto-il-vulcano/08-02-2012/osvaldo-soriano-a-quindici-anni-dalla-morte-dello-scrittore-elogiato-e-contestato/

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Alberto Castellano, saggista e critico cinematografico, è stato redattore per anni de Il Mattino, ora collabora con le riviste Film TV e Alias, supplemento de Il Manifesto. Autore di numerosi saggi e volumi dedicati a Franchi e Ingrassia, Douglas Sirk, Carlo Verdone, Clint Eastwood, Paul Schrader, alla comicità e al doppiaggio, è stato professore a contratto di Semiologia del Cinema all’Università di Fisciano-Salerno e ha fatto parte di giurie Fipresci (Federazione della Critica Internazionale) in numerosi festival.

Carla Ascione è una produttrice indipendente e docente di Elaborazione Digitale dell’Immagine presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Sandro Dionisio è un regista, sceneggiatore, drammaturgo, musicista, si è diplomato in Regia e Sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma nel 1987. Negli anni 80 voce e anima del gruppo pop Panoramics, definiti dalla critica “la migliore band italiana del momento. Si dedica poi ad un intenso apprendistato cinematografico. Ha lavorato con Giuseppe De Santis, Gianni Amelio, Marco Risi, Nanni Loy, Maurizio Scaparro Francesco Rosi, Mario Martone. L’esordio con Corpi Celesti (memorie di Nomadi), spettacolo evento dedicato alla memoria di Mariateresa Di Lascia e Antonio Neiwiller. Più recentemente ha prodotto lo spettacolo nu quart’e Luna interamente scritto e interpretato dai detenuti dell’istituto di pena, presentato al ridotto del teatro Mercadante nell’ambito della sesta edizione della rassegna “Il carcere possibile”. Il suo primo lungometraggio, La volpe a tre zampe, premiato al Giffoni Film Festival 2003 e presentato in concorso al 54° Berlin International Film Festival del 2004. Ha poi girato il lungometraggio Un consiglio a Dio, affascinante esperimento di cinema cross over che coniuga teatro, documentario e cinema di finzione. Il film ha rappresentato l’Italia al festival internazionale di Pesaro nel giugno 2012. Ha da poco terminato il film Voce ‘e Sirena con Cristina Donadio e Rosaria De Cicco ambientato tra i roghi di Città della Scienza.

Lorenzo Garzella è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. Nel 2001 ha fondato con Filippo Macelloni la società di produzione indipendente NANOF (Roma), con la quale ha realizzato la produzione esecutiva del documentario Silvio Forever di Filippo Macelloni e Roberto Faenza, ed ha collaborato con diverse società di produzione e autori cinematografici italiani e internazionali. Il Mundial dimenticato è il suo primo lungometraggio. Dal 2011 è è docente esterno di Montaggio Video all’Università di Pisa.

Filippo Macelloni ha realizzato numerosi documentari, cortometraggi, videoclip musicali, video promozionali, istituzionali e sociali, per i principali canali televisivi e gruppi editoriali italiani. Inoltre ha realiizzato numerosi video e video installazioni di architettura. Ha girato, insieme a Roberto Faenza, Silvio Forever. Nel 2011 ha anche realizzato il documentario Il Mundial dimenticato.